Sezione: Mobilità & Traffico
In questa pagina trovate una prima bozza del “Programma dei cittadini di Brescia” riguardante il settore Mobilità e Traffico. Vuole essere un punto di partenza. Attraverso le vostre idee, che segnalerete inserendo un commento qui sotto, prenderà forma la versione definitiva del “Piano di mobilità sostenibile per la città di Brescia” che sottoporremo all’attenzione dei candidati sindaco.
“Piano di mobilità sostenibile per la città di Brescia”
Chiediamo alla prossima amministrazione comunale di dedicarsi alla mobilità sostenibile nella nostra città applicando il seguente piano:
1. Analisi della domanda di mobilità ciclabile e di altre soluzioni per una mobilità sostenibile (car sharing, car pooling) nella città di Brescia tramite sondaggi strutturati da esperti e affidati ad associazioni indipendenti impegnate nella promozione della ciclabilità urbana (ad esempio: Associazione “Amici della bicicletta – Corrado Ponzanelli”, “Bybike” e “ricomincio in bici”).
2. Analisi dell’offerta di mobilità ciclabile a Brescia, affidata ad associazioni indipendenti impegnate nella promozione della ciclabilità urbana (ad esempio: Associazione “Amici della bicicletta – Corrado Ponzanelli”, “Bybike” e “ricomincio in bici”) per mettere in luce le criticità dell’offerta di infrastrutture e servizi per la mobilità ciclabile già esistenti, in fase di realizzazione o in fase di progettazione, in modo da riuscire ad offrire una mobilità ciclabile allargata ed efficiente. L’analisi dovrebbe basarsi su sopralluoghi su tutta la rete ciclabile esistente e progettata, ed eventualmente proposta e attraverso una documentazione fotografica organizzata per percorsi, che metta in evidenza lo stato di fatto, l’analisi critica e le proposte per migliorare.
3. Approfondimenti e valutazione dell’analisi della domanda e dell’offerta affrontate ai punti precedenti e definizione degli interventi tramite incontri periodici tra tecnici comunali, associazioni indipendenti impegnate nei progetti e semplici cittadini interessati.
4. Formulazione di una strategia di massima per la comunicazione “di accompagnamento” a quanto si realizzerà o si programmerà nei tavoli di lavoro tra Comune, Associazioni e cittadini, focalizzata sui risultati dell’analisi della domanda di ciclabiltà e di mobilità sostenibile a Brescia, utile anche a “fare cultura”, ovvero a creare un clima favorevole per l’uso della bici. A titolo di esempio si possono prevedere un logo e un design dedicato per tutto ciò che riguarda la mobilità ciclabile bresciana, campagne di marketing con manifesti in città, campagne di poster sugli autobus e diversi spot pubblicitari cinematografici e su internet.
5. Implementazione di un sistema di segnaletica a forte contenuto informativo (con i percorsi ciclabili principali in colori diversi e segnalazione dei punti di interesse principali), per far nascere la percezione che a Brescia esista un vero e proprio sistema di mobilità ciclabile, che ha la stessa importanza e dignità degli altri sistemi di mobilità.
6. Impegno concreto per la messa in sicurezza degli attuali percorsi ciclabili tramite barriere fisiche di protezione dal traffico automobilistico e per rendere impossibili gli incivili parcheggi su tali piste (come successo ad esempio per la pista ciclabile di Viale Bornata) e obbligo di costruire i futuri percorsi con tali protezioni.
7. Conferma dei progetti approvati dall’amministrazione uscente di bikesharing “Bicimia” e di punto noleggio aperto tutto l’anno presso la nuova pensilina biciclette della stazione FS di Brescia.
8. Progettazione di un sistema di Car Sharing e di Car Pooling sui modelli già presenti nelle città di Bolzano, Torino e Milano.
9. Creazione di un sito unico di riferimento (con logo e nome ipotizzati al punto 4) del “Piano di mobilità sostenibile per la città di Brescia” organizzato in modo da ricevere le opinioni e i suggerimenti dei cittadini in un’ottica di partecipazione della cittadinanza alle scelte dell’assessorato alla mobilità del Comune di Brescia con mappa della città integrata dove segnalare i problemi della rete ciclabile con fotrografie. Su tale sito dovrà trovare spazio anche il sistema di prenotazione car sharing e del sistema di coordinamento del car pooling con il quale i cittadini potranno segnalare i propri spostamenti e la possibilità di ospitare vicini di quartiere o di percorso nella propria autovettura. Auspicabile che la gestione di questo sito sia, almeno parzialmente, affidata alle associazioni indipendenti impegnate nella promozione della ciclabilità urbana per consentire il costante aggiornamento e monitoraggio di tale strumento e per abbattere i costi della sua gestione.
10. Incentivare l’acquisto di Taxi ibridi.
11. Nuovo polo logistico “Ex Pietra”: Abbandonare l’idea di far arrivare 600 TIR al giorno in una zona già congestionata dal traffico come quella di via Orzinuovi e consentire l’accesso solo ai treni dai quali le merci saranno trasferite su mezzi elettrici per raggiungere la città.
12. Visita a Groeningen (NL) per studiare le scelte della cittadina olandese (200000 abitanti come Brescia) in campo di piste ciclabili e richiesta di collaborazione per condividere esperienze e best practice, magari instaurando un rapporto di gemellaggio tra le due città.
Pubblicate i vostri commenti! E se riscontrate problemi, scrivete a: grillo.meetupbrescia@gmail.com

8 comments
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15 febbraio 2008 a 4:22 pm
NICOLA
Ragazzi , capisco e apprezzo tutte queste proposte ambientali,
ma non dimentichiamoci le automobili!!!!!!ci sono, tutti le vogliono
allora il comune dovrebbe incentivare il cittadino a sciegliere quelle
+idonee al traffico cittadino e vietare o perlomeno ridurre l’uso
di dinosauri di ferro e latta.
anzi i suv in città sono letali, in pedone difficilmente scampa ad un investimento.
ecco la mia piccola proposta, scusate in pessimo italiano, ma ero
impegnato a lavorare.
ciao Nicola
16 febbraio 2008 a 2:51 pm
Paolo
Sarebbe bello un giorno, aprire una ciclofficina popolare a Brescia: officina in qualche struttura abbandonata e inquinata della città, (chessò zona caffaro?) autogestita, dove si impara a riparare la propria due ruote, dove vengono consegnate le biciclette abbandonate che finirebbero altrimenti distrutte, dove queste vengono messe a posto e rivendute a poco…
Credo sarebbe un ottima iniziativa concreta dal basso in linea con le tematiche del riCICLO e dell’incentivo pratico alla mobilità sostenibile e nello stesso tempo darebbe un segnale forte di speranza per il recupero e la bonifica della zona Caffaro.
Un esempio: http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10107
16 febbraio 2008 a 7:02 pm
Massimo
come annotato dall’associazione Amici della bici rigurado le proposte del sindaco di Londra, penso sarebbe interessante sapere cosa ne pensano in tema di mobilità ciclabile i futuri candidati sindaco a Brescia.
vedasi:
http://amicidellabicibrescia.it/dettaglio_news.php?hidden=303
Le auto – è vero – tutti le abbiamo e tutti le usiamo, ma è altrettanto vera
l’assenza d’una cultura che ne consenta l’utilizzo SOLO quando veramente
occorrono e/o sono necessarie.
In Italia, rispetto ad altri Paesi, siamo in ritardo di 30anni in tema di
mobilità sostenibile. Penso proprio sia necessario domandare ai
candidati: “Ma che quota di ciclabilità volete raggiungere a
compimento del vostro mandato; volete portare la mobilità ciclistica
al 10, 20 o 30% degli spostamenti quotidiani?”
20 febbraio 2008 a 12:46 am
Ruggero
L’utilizzo della bicicletta quale mezzo primario di trasporto sarebbe bello, talmente bello da essere utopico. Stiamo con i piedi per terra, gran parte delle attività lavorative richiedono l’utilizzo dell’auto sia per lo svolgimento dell’attività stessa, sia per necessità di conciliare nella giornata di 24 ore esigenze professionali, familiari, personali, ecc. nei tempi richiesti. I mezzi pubblici non ci aiutano e la bici, con tutta la più buona volontà non mi sembra la risposta alla necessità del trasporto bresciano. Nonostante i milioni di Euro spesi, il trasporto pubblico è lento, costoso, inadeguato alle necessità dei cittadini (dal sito di Brescia mobilità, dividendo il numero di utenti trasportati per il numero di ore d’esercizio si arriva ad una media ridicola di quasi 80 persone all’ora, mi rifiuto di pensare che tutti gli altri cittadini che necessitano di muoversi siano dei modaioli sol SUV, sforziamoci di cercare i motivi veri del mancato utilizzo). Arrivo quasi a pensare che se il Comune chiudesse il reparto “trasporto urbano”, affidasse (con le dovute garanzie) il trasporto pubblico ai privati per le ore di punta (SIA, SAIA, ecc) e convenzionasse i taxi per offrire tariffe iperscontate ai cittadini, otterrebbe:
- riduzione delle auto circolanti (i taxi in circolazione sarebbero sempre quelli);
- incremento dei taxi (posti di lavoro) senza ridurre il reddito di ognuno in quanto ci sarebbe una maggior offerta;
- soddisfazione degli Utenti (ne usufruirebbero sia il professionista, sia la mamma che sta male se non accompagna i figli a scuola);
- gli ingenti costi di struttura e di manutenzione sarebbero convertiti in costi per convenzionare bus e taxi offrendo davvero delle tariffe molto popolari;
- ci scappa anche che costerebbe di meno al Comune?
- magari la cultura del taxi si evolverebbe anche nel “taxi sharing” come avviene in altri paesi;
Lo so, mentre la scrivo mi sembra un’idea da manicomio però……….. la bici per quanto utile e bella da usare da sola non basta, bisogna pensare a qualcosa di più.
23 febbraio 2008 a 4:58 pm
Giulia
Io la bici la uso pochissimo, ma il motivo non è tanto la pigrizia ma la paura.
E’ sacrosanto dire che nel nostro paese siamo in dietro di 30 anni per la mobilità, sulle nostre strade vige ancora la legge del più forte non l’educazione. Basta fare un giro all’estero (o anche in alcune città Italiane) per rendersi conto che andare al lavoro o a scuola in bici è possibile, però è necessario avere percorsi sicuri e adeguati.
Perchè intorno a quel mostro denominato “frecciarossa” non ci sono piste ciclabili?? E’ una zona nuova, che è stata completamente riprogetata e allora perchè non pensare alla mobilità sostenibile? Mi vien da pensare che non si voglia che i bresciani vadano biciciletta. Pretendere piste ciclabili adeguate e ben protette in tutte le zone che subiscono variazioni o sistemazioni della viabilità è una cosa che non costa nulla, serve solo un po’ di buona volontà da parte dell’amministrazione!!
25 febbraio 2008 a 12:50 am
pasco
Per migliorare la vita dei residenti (nonchè votanti) la nuova amministrazione dovrebbe imparare a separare bene il traffico residenziale dal traffico ‘di passaggio’ legato al lavoro e alle attività commerciali cittadine.
Non è tollerabile infatti che in situazione di traffico elevato, le strade residenziali diventino valvole di sfogo per percorsi alternativi.
Non è tollerabile che nelle ore di punta le vie interne ai quartieri vengano invase da automobili a velocità sostenuta che minacciano la mobilità di bambini ed anziani. Le strade di quartiere devono essere riservate ai residenti con dissuasori di velocità e limite generalizzato a 30km\h.
Nel mio caso specifico parlo del Villaggio Ferrari e di Via B.Maggi.
25 febbraio 2008 a 8:36 am
Chiara
Per ridurre la massiccia presenza di macchine in città basterebbe un servizio di traporto pubblico efficiente e capillare. E’ stato calcolato che la media degli spostamenti che gli italiani fanno in automobile è inferiore ai 3 km. Un distanza che può tranquillamente essere effettuata in bici o in autobus. Ci vorrebbero corsie preferenziali per i bus in tutta la città: è inutile averla solo in via Crocifissa di Rosa, in via Leonardo da Vinci, in Via Cremona e poco piu se per tutto il resto del percorso gli autobus sono soggetti ai rallentamenti del traffico. E’ ovvio che non potendo contare sulla puntualità la gente preferisce usare l’auto.
E comunque è questione di cultura e mentalità: il bresciano nasce con l’auto sotto al sedere, e se potesse con quella andrebbe anche in bagno!!!!! In nord-europa, in paesi molto più freddi e piovosi del nostro, la bici è un mezzo di trasporto diffusissimo, ma il suo uso è incentivato dalle amministrazioni comunali che provvedono alla realizzazione e al mantenimento di piste ciclabili serie (non la riga gialla dipinta per terra che abbiamo a Brescia…) e che permettono spostamenti sicuri.
29 febbraio 2008 a 12:26 am
Claudio
Sono d’accordo con Chiara, in particolare sulla questione trasporto pubblico.
E’ organizzato male, ci sono linee che fanno percorsi lughissimi e quindi hanno perso tanto dal punto di vista di puntualità, anche per i brevi tratti, specie per chi deve rispettare un rigido orario di lavoro, conviene prendere l’auto. Aumentare le corsie preferenziali…e soprattutto…. ABBASSARE IL COSTO DEL BIGLIETTO.
Se si vuole veramente incentivare l’uso dell’autobus, abbassarne i costi….
Per tutti, vi ricorso comunque, che in fianziaria è stata introdotta la possibilità di detrarre il costo dell’abbonamento al bus… quindi recuperate i vostri abbonamenti e scaricateli dalle tasse.