Sezione: Ambiente & Ecologia
Vengono di seguito presentate alcune considerazioni e proposte in merito alla tematica ambientale propria di Brescia, nel contesto del “Piano di tutela e valorizzazione ambientale per la Città di Brescia“. Rappresentano il punto di partenza dal quale ognuno di noi può prendere spunto per approfondire l’ambito che più ritiene importante, sia esso l’inquinamento industriale, il traffico veicolare, le aree verdi, i rifiuti, la gestione del territorio, la qualità dell’aria e molto altro ancora, per costruire insieme le soluzioni più idonee a rendere vivibile la nostra città.
PARTECIPIAMO!!!!
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PROMOZIONE SUL TERRITORIO DELLA STRATEGIA “RIFIUTI ZERO“.
La strategia Rifiuti Zero è una flosofia di vita, prima ancora che un’applicazione meccanica di teorie nella dimensione pratica. E’ un mutamento culturale che deve attraversare la società nella sua interezza, ovvero nei suoi aspetti educativi, politici, sociali ed economici.
Essa individua nelle responsabilità 1) aziendale, 2) comunitaria e 3) amministrativa i tre principali ambiti entro cui intervenire per ridurre a monte la produzione dei rifiuti, fra tutte la prima e più importante incombenza.
All’Amministrazione Pubblica il compito di promuovere politiche rigorose di informazione e coinvolgimento, che consentano di incentivare cicli produttivi e di consumo nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, nonchè il fondamentale recupero di materia.
Alle aziende dovrebbe poi competere una nuova concezione della progettazione e della produzione, con oggetti già predisposti per essere recuperati in ogni loro componente, tramite l’impiego di materiali biodegradabili o interamente separabili al fine di riciclarli.
Ai cittadini, infine, spetta la responsabilità di scegliere la migliore soluzione proposta, di selezionare i prodotti, gestirli nel tempo e comprendere nonché attuare le dinamiche della raccolta differenziata.
La strategia condurrebbe ad una dimensione nella quale non si avrebbero quasi più rifiuti da smaltire, arrivando a considerare le stesse discariche come eccessive e rendendo del tutto inutili gli inceneritori di rifiuti, già fonti di immane spreco e di danno alla salute dell’uomo e dell’ambiente.
Le soluzioni prospettate sono molteplici e tutte fra loro complementari, assolutamente non circoscritte, bensì dipendenti dalla creatività umana e dal rispetto per l’ambiente che ci circonda, peculiarità che aprono ad infiniti orizzonti.
1. Emanazione di una Delibera Comunale con la quale, di fatto, condurre Brescia all’obiettivo Rifiuti Zero entro il 2020. Migliaia di Comuni in tutto il mondo hanno già compiuto questo passo, ed esemplare in ciò è la Nuova Zelanda, nella quale il 70% delle amministrazioni comunali ha operato tale scelta. Nel territorio italiano, l’unico Comune ad essersi posto il suddetto obiettivo è Capannori (40.000 abitanti), in provincia di Lucca, tramite un’Osservatorio Rifiuti Zero appositamente creato dalla delibera emanata.
2. Istituzione di un capillare servizio di raccolta differenziata porta a porta, tramite la rimozione dei cassonetti stradali e il passaggio dalla tassa (oggi istituita in base al numero di componenti del nucleo familiare ed ai metri quadrati dei locali abitativi, variabili che di fatto non influiscono sulla produzione del rifiuto residuo) ad una tariffa puntuale sul rifiuto indifferenziato con misurazione volumetrica, nel principio di chi più differenzia meno paga.
I notevoli risultati che si possono raggiungere tramite l’applicazione immediata di tale sistema sono ormai testimoniati ovunque, anche in Italia. Esempi da cui trarre spunto:
- Novara (100.000 abitanti), passata dal 50 al 70% di raccolta differenziata in 18 mesi, a seguito dell’introduzione del servizio di r.d. porta a porta;
- Il Consorzio Priula (comuni della provincia trevigiana, 200.000 abitanti) ha ottenuto un aumento del 30% di r.d. in due anni (oggi al 77%), con produzione di rifiuto pro capite (per abitante) diminuita da 320 a 85 kg all’anno;
- Il sistema è in uso anche in centri abitativi largamente estesi, quali Roma e Torino, città che hanno scelto di applicare la r.d. porta a porta a livello di quartieri e circoscrizioni;
- San Francisco (Stati Uniti, 800.000 abitanti): 70% di raccolta differenziata con il p. a p.
I dati inerenti alla raccolta differenziata locale, propriamente bresciana, testimoniano il fallimento di una politica che non può superare sé stessa: dal 1998 (r.d. al 26%, dati Osservatorio Provinciale sui Rifiuti), anno in cui entra in funzione l’inceneritore ASM, ad oggi, 2007 (37%), si è manifestato un aumento dell’11%, con una media dell’1,1% all’anno. A fronte di una tale pochezza, anche Brescia (che conta circa 200.000 abitanti) dovrebbe decidersi, finalmente, a dotarsi di un servizio di raccolta differenziata porta a porta.
3. Individuazione sul territorio di siti limitrofi in grado di ospitare centri di riciclaggio e compostaggio, che possano ricevere in loco i materiali da recuperare.
4. Promozione diretta della cultura “Rifiuti Zero” da parte del Comune di Brescia, attraverso materiale informativo proprio (pieghevoli, volantini, manifesti e altro) da destinare a tutti i cittadini bresciani, che renda chiara e comprensibile la dinamica di separazione degli scarti da effettuare nella sfera domestica, l’importanza della raccolta differenziata, del recupero e del riciclaggio, della progettazione industriale ad impatto zero, dell’uso, riuso e scambio degli oggetti, o del semplice regalo a chi li può trovare ancora utili. Sarebbe possibile prevedere incontri, meeting e conferenze aperti al pubblico, nell’intento di condividere la risoluzione dei problemi, le scelte e gli orientamenti, avvalendosi anche di validi esperti indipendenti che si siano distinti per virtuose gestioni dello smaltimento dei rifiuti.
5. Introduzione in ambito scolastico (prevalentemente scuole primarie e secondarie di primo grado) di corsi specifici che diano agli alunni gli strumenti per comprendere al meglio e fare propria la realtà “Rifiuti Zero“, sfruttando le immediate capacità di apprendimento.
6. Incentivazione dell’allestimento, all’interno di supermercati o altre tipologie di rivendita, di settori adibiti al commercio di prodotti sfusi (“alla spina”) e senza imballaggi, con particolare attenzione agli esercizi che decideranno di rinunciare alla diffusione delle buste e dei sacchetti di plastica.
7. Incentivo ad adottare nelle mense scolastiche – estendendo il servizio ad uffici pubblici, enti ed aziende dotate di mensa interna – di beni d’uso bio-degradabili e riciclabili, quali piatti e posate in mater-bi o semplice ceramica lavabile, bicchieri di vetro ed altro materiale che possa essere interamente recuperato.
8. Destinazione di un quantitativo sufficiente di kit per pannolini lavabili agli istituti d’infanzia, nonché incentivazione all’acquisto degli stessi alle famiglie con figli appena nati.
9. Patrocinio di manifestazioni pubbliche nelle quali consentire a quanti più cittadini lo scambio di oggetti usati, il regalo ed altre attività di recupero partecipato.
10. Apertura di un sito internet o altra piattaforma di rete dedicata, accessibile gratuitamente, comprendente un’area informativa in merito alla gestione dei rifiuti, alle modalità di raccolta differenziata porta a porta, alla tariffa applicata, al riciclaggio, alla reperibilità di prodotti sfusi e senza imballaggio sul territorio bresciano, alle manifestazioni di libero scambio ed altro ancora concernente la strategia Rifiuti Zero. In tal caso sarebbe sufficiente dotare il progetto E21 di una sezione apposita, o riqualificarlo nei suddetti termini.
11. Valutare le valide esperienze in uso esternamente all’area bresciana, come ad esempio quella promossa nel trevigiano dal Centro Riciclo Vedelago (raccolta differenziata spinta ai massimi livelli con ulteriore selezione manuale dei materiali, che riduce il rifiuto indifferenziato a percentuali inferiori al 5-10%) o quelle testimoniate dai trattamenti meccanico biologici, in grado di recuperare la porzione putrescibile dell’indifferenziato tramite processi di inertizzazione batterica per poi destinarla all’industria edilizia.
12. Promozione, negli istituti ad indirizzo di progettazione industriale, di corsi specifici orientati alla formazione di una nuova concezione in fase creativa e progettuale, che tenga conto preventivamente della necessità di recuperare ai fini del riciclo ogni singola componente dell’oggetto da produrre. In ambito edilizio, sarebbe rilevante l’adozione di tecniche costruttive che favoriscano la pratica della decostruzione in alternativa alla demolizione.
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Altri argomenti suggeriti:
- Caffaro, bonifica e ruolo del Comune di Brescia nel procedimento contro l’azienda;
- Acciaierie e poli industriali (Alfa Acciai);
- Centrali termoelettriche (Lamarmora – Riqualificazione Turbogas);
- Gestione del territorio (centro commerciale “Freccia Rossa”, ZTL);
- Bioedilizia (Quartiere S. Polino);
- Emissioni inquinanti in atmosfera;
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11 comments
Comments feed for this article
25 Febbraio 2008 a 12:41 am
pasco
Secondo me la nuova amministrazione dovrebbe farsi carico di estendere la rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
Come è possibile che una realtà complessa come Brescia abbia due sole centraline?
Il primo passo per poter intraprendere azioni efficaci è conoscere in dettaglio la situazione e poter misurare l’efficacia degli interventi.
E qualora venissero accolta questa proposta, per favore evitiamo posizionamenti con la ’strategia dello struzzo’ come quelli del Broletto.
I problemi li conosciamo tutti, che senso ha misurare solo al Broletto e non sapere il livello degli inquinanti intorno all’Alfa Acciai o non misurare le polveri sottili intorno alle principali arterie stradali?
25 Febbraio 2008 a 3:31 am
adrianwasthere
Sono d’accordo, inoltre il monitoraggio della qualità dell’aria ha subìto una perdita non indifferente con la soppressione della centralina da PM10 in via Bettole (zona S. Polo, ovvero proprio Alfa Acciai), avvenuta qualche anno fa.
Personalmente non conosco le motivazioni, ma privarsi di un elemento di indagine così importante è stato grave.
Sarebbe bene ripristinare la centralina al più presto.
E non solo: l’unica centralina da PM2.5 è al Villaggio Sereno e segna costantemente valori di concentrazioni molto alte. Forse è giunto il momento di posizionarne altre sul territorio.
25 Febbraio 2008 a 8:29 am
Chiara
Dal Giornale di Brescia di oggi, 25 febbraio
Allarme inquinamento Pm10 quadruplicato
È sempre più allarme aria a Brescia: i valori di Pm10 registrati nelle cinque centraline distribuite sul territorio bresciano hanno fatto registrare in ben cinque casi concentrazioni di polveri sottili nell’aria di molto superiori alla quota limite di 50 microgrammi per metro cubo. Riscontri addirittura capaci di vedere quadruplicato il valore di Pm10. – Intanto, ora che la nuova norma regionale ha detto addio ai blocchi programmati, i responsabili di Palazzo Loggia, Palazzo Broletto e del Pirellone si confrontano in cerca di strategie per mitigare una situazione di reale emergenza che, allo stato attuale, solo la pioggia potrebbe risolvere
25 Febbraio 2008 a 3:51 pm
Cinzia
Ma perchè non tornare alle domeniche a piedi? Quelle vere però, come quelle dal dicembre ‘73 al giugno ‘74 che con l’Austerity hanno visto tutti gli italiani lasciare TUTTI a casa l’auto. Allora era un problema economico oggi un problema sanitario, forse il gioco vale ancor più la candela …ma non certo x i nostri amministratori che fan solo e sempre i conti con i soldi!!
28 Febbraio 2008 a 9:06 am
Chiara
Siamo in periodo pre-elettorale, non si possono scontentare gli elettori lasciandoli a piedi….
28 Febbraio 2008 a 10:38 am
adrianwasthere
No, non si possono scontentare, certo
Mi si lasci dire però che i cittadini, ogni tanto, potrebbero anche essere interpellati in merito alle decisioni intraprese dal Comune di Brescia.
Mi riferisco in particolare al nuovo centro commerciale Freccia Rossa, pronto a diventare il più grande centro commerciale in ambito urbano-cittadino d’Europa.
Personalmente la reputo una follìa agghiacciante, dalle contraddizioni spaventose: a 20 m da un centro chiuso per le ZTL si è andati a costruire un mostro che porterà in circolazione migliaia e migliaia di vetture al giorno, oltre che ammazzare definitivamente (spero con tutto il cuore di sbagliarmi) i commercianti del centro ed ammazzare fisicamente i cittadini in toto con le considerevoli emissioni che da ciò deriveranno.
Ma è davvero possibile che non si pensi a queste banalità? Perchè sono banalità, signori, banalità.
La chiamavano coerenza, non riescono più a trovarla, inutili gli appelli di “Chi l’ha Visto”
A parte gli scherzi, prima di costruire simili incomprensibili amenità, se l’amministrazione comunale si degnasse di chiedere ai propri cittadini un piccolo parere in merito, visto e considerato che è la LORO città, non sarebbe male.
Che so, stabilendo magari un tetto di edificabilità, al di fuori del quale le “grandi opere” come il suddetto centro commerciale necessitino di una consultazione popolare per essere approvate, o quanto meno un coinvolgimento della popolazione.
28 Febbraio 2008 a 5:55 pm
Ercole
I candidati sindaci devono dire cos’hanno intenzione di fare per migliorare la qualità dell’aria di Brescia.
E’ UNA PRIORITA’!!!
A metà febbraio abbiamo già superato il limite di Pm 10 consentito per un intero anno!!
Voglio, come cittadino, delle proposte concrete per non respirare aria malata tutti i giorni: è da due settimane che il cielo è giallo/grigio!!
Le domeniche a piedi non servono a nulla, occorrono provvedimenti di un certo peso: iniziamo a far funzionare meglio i mezzi pubblici, magari estendendo anche alle notte il loro orario…
Grazie.
9 Marzo 2008 a 6:11 pm
Marino Ruzzenenti
La nuova amministrazione dovrebbe compiere una scelta preliminare coraggiosa: riconoscere che a Brescia l’emergenza delle emergenze è quella ambientale. Il suolo è altamente contaminato, innanzitutto nella “zona Caffaro”, ma anche nelle aree su cui insistono impianti industriali ad alto impatto (acciaierie, inceneritore, ecc.); l’aria è resa irrespirabile dalle emissioni industriali e veicolari; l’acqua superficiale e di falda è intrisa di sostanze tossiche. Vivere a Brescia significa, dunque, inevitabilmente assorbire ogni giorno sostanze tossiche e cancerogene. E’ un’illusione pensare di rimanere sani in un ambiente malato.
Che fare dunque: bonificare è urgente, ma non basta. Bisogna porre un alt all’immissione in ambiente di altre sostanze tossiche: liberare Brescia dalla morsa dei rifiuti che alimentano acciaierie, inceneritore e discariche. Fare a meno delle combustioni non necessarie, riducendo il fabbisogno energetico (e quindi l’operatività delle centrali Asm) con la coibentazione degli edifici e spegnendo del tutto il polo energetico Asm nei periodi non freddi, ricorrendo in alternativa al solare termico diffuso. Assecondare la tendenza (inevitabile con le prevedibili ulteriori impennate del prezzo del greggio) alla limitazione dell’uso dell’auto, favorendo con coraggio il trasporto pubblico, e la mobilità pedonale ed in bicicletta.
Parrebbe un programma radicale: purtroppo si tratta solo di moderato buon senso
Brescia 9 marzo 2008 Marino Ruzzenenti
10 Marzo 2008 a 1:26 am
giada
più controlli e limitazioni delle emissioni, sono d’accordo
non è possibile passeggiare per il centro e tornare a casa con il naso tappato, e il fazzoletto che diventa nero al primo soffio!
18 Marzo 2008 a 11:51 am
Francesca
Che fine ha fatto “La Spinotta”, la macchina elettrica???
Non sarebbe il caso di ripristinare e magari di potenziare il servizio?
Con un po’ di pubblicità in più
Francesca
21 Marzo 2008 a 9:22 am
Chiara
La spinotta esiste ancora, dimenticata nel parcheggio della stazione. Non è stata pubblicizzata affatto, e ovviamente nessuno si ricorda che c’è. Pare che la tengano nascosta per non fare insorgere i tassisti!